La Carlucci e la censura del web
June 5th, 2009Abbiamo già parlato de la carlucci (in arte On. Gabriella Carlucci) per quanto riguardava la nomina del presidente del CNR. Ci donò una magistrale interpretazione, attrice in muostrosi disegni di legge, strumento di potere che ne utilizza soltanto la popolarità allo scopo di limitare le libertà e di costituire lobby.
A marzo è tornata in carica in una suoa nuova interpretazione.
Dopo Gianpiero D’Alia e Roberto Cassinelli, anche la carlucci è intervenuta in materia di censura del web con un disegno di legge che ha suscitato grandi discussioni nel web, non solo per il suo contenuto. Presentato come una proposta contro la pedofilia (che però non è mai nominata), il testo mira a impedire l’anonimato su internet. Quando è stato diffuso nel web, però, chi l’ha scaricato ha scoperto che era stato scritto da Davide Rossi, presidente di Univideo, una delle più grandi e influenti lobby dell’editoria. Evidentemente la Carlucci non sapeva che ogni file conserva memoria di colui che l’ha redatto e che questo “ricordo” riemerge nel momento in cui il file viene aperto.
Notiamo comunque che la scarsa confidenza con le tecniche e la sensibilità della rete non è un’esclusiva del centrodestra. Pochi mesi fa Riccardo Levi (Partito Democratico) presentò un disegno di legge per imporre l’iscrizione a un registro pubblico a chiunque avesse voluto aprire un blog. Seguirono diverse proteste e, alla fine, Levi ritirò la proposta.